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Memorie e prospetti interni di teatri veneziani Testo di Ettore Merkel (Vivere a Venezia, Gennaio-Giugno 1998)

Memorie e disegni interni dei teatri di Venezia, 1795. Memorie teatrali, o sia breve descrizione storica cronologica dell'origine di tutti li teatri di Venezia e Stato Veneto sino a quest'anno 1796'.

La data 1796 è corretta sopra quella del 1786.

E questo il doppio titolo di un manoscritto di carattere compilativo, redatto fra il 1795 e il 1796-poco tempo prima della caduta della Repubblica - il cui intendimento era quello di tramandare precisa memoria di una realtà architettonica e imprenditoriale, come quella dei teatri di commedie e di opere in musica di Venezia, che nei secoli era venuta profondamente trasformandosi insieme alla città e alle consuetudini dei suoi abitanti. Il manoscritto cartaceo si conserva nella biblioteca del Museo civico Correr di Venezia (Ms. Correr 970, fasc. 25, cc. 1-6). Per quanto è a mia conoscenza, esso non è stato mai trascritto né pubblicato, pur rivestendo notevole importanza come testimonianza storica di carattere sintetico-compilativo sull'argomento. Esso infatti deriva da altre analoghe compilazioni settecentesche, rispetto alle quali presenta poche modifiche e qualche aggiornamento. Si vedano, in particolare: C. BONLINI, Le Glorie della poesia e della musica, Venezia 1730 e A. GROPPI, Notizia generale de' Teatri della Città di Venezia scritta l'anno 1766, Venezia 1766. Sono parte integrante del fascicolo otto disegni che raffigurano altrettanti prospetti schematici dei palchi dei principali teatri veneziani, accompagnati dalla accurata numerazione dei rispettivi palchi. Di essi è stato illustrato so¬lo il primo nel fondamentale, ottimo volume di F. MANCINI - M.T. MURARO - E. POVOLEDO, / Teatri nel Veneto, vol. I, tomo II, Venezia 1996, p. 18; testo al quale è d'obbligo riferirsi per una documentazione illustrativa complementare, tratta dall'Archivio Giustinian Recanati di Venezia, e una più ampia informazione storica sul tema specifico.

Ho ritenuto perciò di un certo interesse proporre la seguente trascrizione integrale del documento, accompagnandola nelle note con qualche integrazione di commento e con la riproduzione fotografica degli otto disegni interni dei Teatri di Venezia. Questi ultimi costituiscono una sorta di illustrazione storica coeva al manoscritto che, assieme ad esso, attesta inoppugnabilmente come a quelle date fossero ancora attivi a Venezia almeno otto teatri. Dalle annotazioni a margine dei disegni apprendiamo tuttavia che non tutti i palchi dei teatri erano agibili a quella data. Talvolta infatti l'ordine superiore era chiuso al pubblico e i cosiddetti forni, ovvero i grandi palchi laterali, posti sotto il tetto della sala a ridosso dell'arco del boccascena, non erano praticabili.

n. 1. Teatro San Cassan, situato prima in Corte Michiel dietro il Campanil servì per introdur Comici di Commedie. (Si tratta forse del più antico teatro di Venezia, essendo stato fondato prima del 1580. La sala teatrale risulta costituita da cinque ordini di palchi, più quelli del pepiano. L'ultimo piano venne chiuso nel 1798. Pertanto dei 197 palchi costruiti ne rimasero aperti solo 164. )

Continuò qualche anno, ma fabbricatosene nella medesima contrada un altro, ch'è il presente sul Fondo di ragione della Famiglia Eccellentissima Tron di San Benedetto, restò deserto il primo, ch'appena oggi convertito in alcune affittanze conserva qualche vestigio. Il primo Dramma adunque recitato fu l'Anno 1637 nel Teatro suddetto, cioè l'Andromeda. (L'Andromeda fu musicata da Francesco Mannelli (1595-1667) su libretto di Benedetto Ferrari. Si tratta della prima opera in musica rappresentata a Venezia (T. WIEL, / teatri musicali veneziani del Settecento, Venezia 1897, p. IX).) Poscia ha servito ora ad uso di Commedie, ed ora a Drammi. L'Anno 1629 provò un grandissimo incendio, ma fu con prestezza rimesso. (II teatro bruciò ancora nel 1633, ma venne nuovamente ricostruito. Nel 1765 esso venne ridecorato dal pittore tiepolesco Giustino Menescardi (E. BASSI, / teatri veneziani dal Cinquecento ed Settecento, in "Ateneo Veneto", CXLV, 1961, n. 2,p. 25).

n. 2. Teatro San Giovanni Paolo, situato prima sulle Fondamenta Nuove, e per essere fabbricato di Tavole fu con prestezza trasportato dal N.H. Giovanni Grimani verso l'Anno 1638 sopra il suo Fondo in Barbaria delle Tavole, e lo fece erriger in quell'incontro di Pietra. (Ciò accadeva nell'anno 1654.)

Ha servito sempre sino l'Anno 1699 ad uso di Drammi; ed il primo recitato fu l'Anno 1639, cioè la Delia. ( La Delia fu musicata da Paolo Sacrati su libretto di Giulio Strozzi.)

In seguito durò ininterrottamente sino l'Anno 1715. Ed in presente non rimane che la memoria del sito, ov'era erretto.

 

n. 3. Teatro San Moisè. Fu aperto l'Anno 1640 dal N.H. Almorò Zane, e per essere assai ristretto ora ha servito ad uso di Commedie, ed ora a Drammi. L'Arianna fu il primo Dramma recitato l'Anno 1640. (È incerto se l'Arianna di Claudio

Monteverdi e di Ottavio Rinuccini sia stata data in questo teatro o in quello di Sant'Alvise.)

Verso l'Anno 1681 si disfece, e passando in eredità alla Famiglia Eccellentissima Zustinian di San Barnaba per estinzione della suddetta Eccellentissima Casa Zane di San Stin, non restò del tutto inutile poiché fu fatto servire per brevi momenti al giuoco d'alcune figure ora di Cera, ed ora di Legno. Rifabbricato prestamente ritornò nuovamente a fiorire. Dall'Anno 1667 sino 1673 esclusive si sa di certo aver servito ad altro uso. Recente vi furono agiunti de Palchi vicino la Scena. (La sala teatrale era costituita da tre ordini di palchi, più quelli del pepiano, per un totale di 107 palchi. La porta di accesso alla platea era asimmetrica rispetto al centro dell'emiciclo.

n. 4. Teatro Novissimo. Aperto l'Anno 1641 sotto la protezione del N.H. Luigi Michiel, e di varj altri Cavalieri, fabbricato di Tavole nella situazione medesima, dov'ora s'è introdotta la Cavallerizza dietro a Mendicanti verso le Fondamenta Nuove. Continuò per Anni sei, e proseguì ogn'Anno con nuovi Drammi, ed il primo recitato fu la Finta Pazza. (La Finta Pazza fu musicata da Paolo Sacrati, su libretto di Giulio Strozzi.)

n. 5. Teatro a Santi Appostoli. Furono aperti due Teatri in tempi diversi ne' Casamenti privati, ne' quali si vedono rappresentati vari Drammi. Il primo in Musica recitato fu l'Orontea; ma veramente non s'è mai veduto alcun Teatro normale.

Primieramente in uno stabile di Ca' Beilegno posto in Calle Larga, e ch'ancora conservasi, dove l'ultimo Dramma fu l'Anno 1688, cioè la Floridea. (La Floridea fu musicata da composi¬tore ignoto su libretto di Giulio Pancieri.)

Poscia in Calle dell'Occa in un magazzino, che presentemente si vede, e l'utimo fu l'Anno 1707, cioè Prassitele in Gnido, servendo anche ad uso di Commedia. (Prassitele in Gnido fu musicata da G. Polani su libretto di Aurelio Aureli.)

n. 6. Teatro Sant'Appollinare. Fu aperto l'Anno 1652 sotto la protezione del N.H. Luigi Duodo, che fu procurator di San Marco, e N.H. Marc'Antonio Corraro.

Era posto vicino al Tragitto, che conduce a San Benedetto, in Corte Petriana, e vi fu rappresentato in quell'Anno stesso il primo Dramma l'Oristeo. (L'Oristeo fu musicato da Francesco Cavalli su libretto di Giovanni Faustini.)

Continuò ininterrottamente fino l'Anno 1669, fin a tanto che resosi inoperoso perchè cadente fu tramutato in poche Case di ragione ora della Famiglia Tassi.

n. 7. Teatro San Salvatore. Fatto per recitar Commedie sempre di ragione della Famiglia Eccellentissima Vendramin di Santa Fosca, erretto per volontà del N.H. Andrea, fu da un casuale incen¬dio verso l'Anno 1650 distrutto. Rinacque poscia in miglior forma, e l'Anno 1661 fu recitato il primo Dramma la Pasife (Opera di Daniele Castrovillari su libretto di Giuseppe Artale. Ma sembra invece che fosse stato dato precedentemente, nel 1655, il Muzio Scevola.), e si continuò senza intervallo sino tutto l'Anno 1700. Servì in seguito più ad uso di Commedie, ch'altro, come tuttora continua. (Incendiatosi ancora, nel 1750 fu ricostruito su disegno dell'architetto Pietro Checchia (T. WIEL, / teatri..., cit., 1897, p. XLIV). Dopo un nuovo restauro (1818) venne denominato Tea¬tro Apollo e quindi Teatro Carlo Goldoni.)

n. 8. Teatro alli Saloni. Posto in contrada di San Gregorio senz'alcun giro di Palchi, ma solo alcuni in faccia alla Scena, nel sito medesimo dove presentemente sono li pubblici Magazzini del Sale, si sono alcune volte recitate opere in Musica, e fu la prima l'Adelaide l'Anno 1670 (Dramma in musica di Giovan Battista Rodoteo); e continuò fino l'Anno 1689.

n. 9. Teatro a San Fantin. Posto in Corte ora della Malvasia sul Fondo della Famiglia Eccellentissima Zustinian. Servì ad uso di Drammi per il corso di anni venti, ed il primo rappresentato fu il Paolo Emilio (anno 1699) (Il Paolo Emilio fu musicato dall'abate Pietro Romolo Pignatta su libretto di Francesco Rossi.)

.Poscia si cambiò in alcune Abitazioni.

(a margine: deve star pria di San Fantino: Sant' Angelo e San Giovanni Crisostomo)

n. 10. Teatro Sant'Angelo. Fu fabbricato l'anno 1676 da Francesco Santorini a sue spese sul Fondo d'alquante ca¬se rovinose, e particolarmente di ragione di due Famiglie patrizie Marcello, e Capello, alle quali poch'Anni dopo n'è passato il dominio per patto espresso col fondatore. (La sala teatrale era costituita da quattro ordini di palchi, più il pepiano, per un totale di 163 palchi. Alla platea si accedeva da due porte: una posta al centro dell'emiciclo, l'altra quasi al centro di uno dei due settori laterali. )

Quivi sul principio dell'Anno 1677 fu recitato il primo Dramma in Musica l'Elena rapita da Paride (l'Elena rapita da Paride fu musicata da Domenico Freschi su libretto di Aurelio Aureli), e vi continuò felicemente senza interruzione alcuna sino l'Anno 1724, in cui s'è dato principio ad introdursi Commedie. Poi si ripigliarono i Drammi fino l'Anno 1762; ed in presente è destinato alla Commedia.

n. 11. Teatro di San Giovanni Grisostomo. Più moderno solamente d'un anno, ma molto più cospicuo del precedente succede il Teatro di San Giovanni Grisostomo erretto per ordine dei Nipoti ed Eredi del N.H. Giovanni Grimani già Institutore di due altri non meno illustri. San Giovanni Paulo, e San Samuel, di cui parleremo. Fu fabbricato nel brevissimo giro di pochi Mesi sopra le Rovine d'una Fabbrica antica, già distrutta dal foco, la quale fu Abitazione del celebre ser Marco Polo, che viveva sulla fine del Decimo terzo secolo; qual Fondo rovinoso passò prima in Eredità ad un certo Steffano Vecchia, dal quale acquistò la Famiglia Eccellentissima Grimani (fig. 4). (La sala teatrale era costituita da quattro ordini di palchi, più il pepiano, per un totale di 184 palchi. Attualmente il sedìme è occupato dal Teatro Malibran, rinnovato nel 1890.)

Il primo Dramma recitato fu il Vespasiano l'Anno 1678. (:I1 Vespasiano fu musicato da Carlo Pallavicino su libretto di Giulio Cesare Corradi.)

Continuò senz'Intervallo fino l'Anno 1747, poscia interrottamentc sino 1767, e presentemente continua ad uso di Commedia.

n. 12. Teatro Canalreggio. Fabbricato l'Anno 1680 per opera del N.H. Marco Morosini sopra il Fondo della Famiglia Medici già estinta sul Unire del passato secolo. Il primo Dramma recitato fu l'Anno 1679 l'Ermelinda. (Dramma per musica di Marco Morosini e C. Sajon.)

Ha servito per vent'Anni in seguito ad uso de' Drammi, e Commedie. Poscia fu ridotto in poche Ca¬se, ch'ora sono di ragione della Famiglia Eccellentissima Michiel da Sant'Angelo.

 

n. 13. Teatro San Samuel. Di ragione della Casa Grimani, nominata altre volte, fu fabbricato l'Anno 1655, ma servì ad uso di Commedie fino l'Anno 1710, che si recitò il primo Dramma dell'Ingannator ingannato, (L'Ingannator ingannato fu musicato da G.M. Ruggeri su libretto di Antonio Marchi), e dopo di questo ne comparsero in seguito con qualche Intervallo di tempo, che servì ad uso di Commedie, e presentemente si recitano Drammi.

Veramente in oggi il Teatro è di molti Consorti, che fecero acquisto da Ca' Grimani. (È noto che Giacomo Casanova si cimentò come violinista nell'orchestra di questo teatro. È attendibile inoltre che egli fosse nato da una relazione della

madre: l'attrice Giovanna (Zanetta) Ferussi, detta la Buranella, con il nobile Michiel Grimani, proprietario del teatro presso il quale esercitavano entrambi i suoi genitori (N. MANGINI, ad vocem Casanova Giacomo, in: Dizionario Biografico degli Italiani, XXI, 1978, pp. 154-155).)

n. 14. Teatro Santa Margarita. In Campo ai Carmini dentro una Casa di qualche capacità s'è aperto un galante Teatro l'Anno 1727; dove l'Anno 1729 s'è dato principio col Dramma intitolato la Dori (La pastorale eroica Dori fu musicata da compositori diversi su libretto dell'abate Pietro d'Averara), e continuò sino tutto l'Anno 1731, e niente più.

n. 15. Teatro a Murano. Fu erretto un competente Teatro nel Luoco, ove presentemente si fà Pescaria, e si sono recitati più Drammi, specialmente l'Anno 1660 l'Ipsicratea (L'Ipsicratea fu musicata da P. Mollinari su libretto di G.M. Micetti), e 1664 La Barbarie del Caso. Presentemente non si scopre ch'il sito, ma non si sa render quando, e per qual ragione abbia terminato.

n. 16. Teatro sulle Zattere. Verso Ogni Santi in una Casa particolare fu formato un Teatro, e vi si rappresentò l'Anno 167V il Leandro con Figure però di Legno1, cantando i Musici dietro le Scene. (II Leandro fu musicato da Francesco Antonio Pistocchini su libretto di Camillo Badoer.)

n. 17. Teatro nel Giardino del Principe Altieri in Canalreggio. Due soli Drammi furono recitati: l'uno l'Anno 1690, e 1697, e sono Gl'Amori fortunati negli equivoci; La Felicità d'Imenei dal Destino. (Opere entrambe musicate da compositori diversi su libretti di autori anonimi.)

n. 18. Teatro di San Girolamo. Erretto dalla Famiglia Patrizia Labia a San Geremia l'Anno 1746, che fu recitato il primo Dramma lo Starnuto d'Ercole (Lo Starnuto d'Ercole fu musicato da Giovanni Adolfo Hasse, su libretto di Pier Giacomo Martelli), e continuò fino tutto l'Anno 1748. Era un picciolissimo Teatro. Vi si rappresentavano i Drammi con delle Figurine di Legno, cantando gl'Attori dietro le Scene.

 

n. 19. Teatro San Benedetto. Piantato sopra il Fondo di ragione della Famiglia Patrizia Venier ai Gesuiti, venne fabbricato per conto del N.H. Zuan Carlo Grimani di Santa Maria Formosa l'Anno 1755, l'azioni del quale passarono poscia in moltissimi Consorti. Distrutto verso l'Anno 1770 da un casuale Incendio, fu in brevi Mesi con maggiore magnificenza di prima rifabbricato (Nel 1782 ospitò una fastosa rappresentazione in onore dei Principi elettori di Russia, detti Duchi del Nord, come è ricordato in una veduta interna del teatro di Francesco Guardi, dipinto in collezione privata svizzera e in una analoga tela di Gabriel Bella custodita a Venezia nella Fondazione Queruli Stampalia), e servì sempre ad uso di Drammi serj, come continua ancora l'Anno corrente (Ciò accadeva appunto l'anno 1796, quando il teatro di San Benedetto ven¬ne abbandonato e si cominciò a pensare di costruirne altrove uno nuovo. Quest'ultimo, individuata l'area di campo San Fantin come la più idonea, sarebbe stato denominato: teatro la Fenice. La sala teatrale contava 159 palchi suddivisi in quattro ordini, più il pepiano. Alla platea si accedeva da un'unica porta aperta quasi al centro dell'emiciclo, ma un po' spostata sul settore sinistro. Lo schema grafico che illustra il teatro di San Benedetto verrà ripreso, quasi alla lettera, per quello della Fenice che si diversifica dal primo per un numero maggiore di palchi: 174). Annata fatale alli Consorti, poiché scopertosi essere fabbricato sopra un Fondo Fidei commisso della suddetta Eccellentissima Casa Venier, fu giudicato con due spazzi di questo Serenissimo Governo per tale.

La compilazione delle Memorie teatrali (1796), alla quale abbiamo subordinato gli otto disegni interni di alcuni teatri di Venezia (1795) come se questi ne fossero la esemplificazione illustrativa, termina qui senza considerare altri casi. Essa sfiora soltanto, come abbiamo detto, il problema della genesi del teatro la Fenice, del quale si offre in disegno la memoria della sala teatrale come copia di quella del teatro di San Benedetto. Al teatro la Fenice, inaugurato il 16 maggio 1792, non è dedicata nemmeno una scheda, forse perchè la sua storia era troppo recente ed era quindi ben nota ai contemporanei del compilatore

Anche il terzo degli otto disegni interni di alcuni teatri di Venezia: quello del teatro di San Luca è privo di corrispondenza con la relativa scheda che ci aspetteremmo di leggere nelle Memorie teatrali, ma che invece è assente. Dallo schema grafico intuiamo che esso aveva la consueta disposizione dei palchi a quattro ordini più il pepiano, e che contava ben 204 palchi, compresi i "forni" dell'ultimo ordine, ai lati del boccascena, la cui ampiezza corrispondeva ai tre palchi delle file sottostanti.

Un grazioso e minuscolo disegno floreale occupa ancora il riquadro di un palco del primo ordine nel settore sinistro, mentre in quello corrispondente al pepiano è appena delineato un volto femminile. 11 teatro di San Luca, situato al di là del canale e di fronte alla facciata dell'omonima chiesa, corrisponde al sedìme occupato dall'attuale Cinema-Teatro Rossini.

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